Il Ruolo dell’Esercizio nelle Malattie

L’esercizio fisico e i benefici per il sistema immunitario nelle persone affette da malattie

L’esercizio fisico regolare è ampiamente riconosciuto come un fattore protettivo fondamentale per la salute umana, contribuendo a migliorare la salute cardiovascolare, la forza muscolare, la densità ossea, l’umore e la funzionalità del sistema immunitario. Studi come quelli di Walsh et al. (2011) e Bente et al. (2000) dimostrano come l’attività fisica sia efficace sia nella prevenzione sia nella gestione di malattie croniche e infettive, contribuendo alla riduzione dei rischi cardiovascolari e del diabete di tipo II. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda almeno 150 minuti di attività fisica moderata a settimana per ottenere benefici significativi per la salute. In questo articolo, esploreremo il ruolo dell’esercizio in vari ambiti chiave: le malattie cardiovascolari, l’infiammazione, il cancro, la fibromialgia, le malattie autoimmuni e la suscettibilità alle infezioni.

Malattie cardiovascolari e il ruolo dell’esercizio fisico

Le malattie cardiovascolari rappresentano una delle principali cause di mortalità a livello globale. L’infarto miocardico, in particolare, è un evento grave che può portare a disfunzioni cardiache croniche e insufficienza cardiaca. L’esercizio fisico regolare è stato dimostrato essere un elemento cruciale sia nella prevenzione sia nella riabilitazione post-infarto.
Uno studio recente di Liu et al. (2022) ha dimostrato che l’allenamento fisico post-infarto miocardico, attenua il rimodellamento ventricolare disfunzionale e promuove il recupero cardiaco. Dopo un infarto, il cuore tende a subire cambiamenti strutturali che possono portare a una riduzione della capacità contrattile e all’insufficienza cardiaca. Un altro studio di Maessen et al. (2017) ha evidenziato che l’allenamento di resistenza a lungo termine può preservare la funzione ventricolare sinistra e ridurre gli effetti negativi del rimodellamento patologico del ventricolo sinistro in atleti professionisti che hanno subito un infarto miocardico. Gli atleti che hanno mantenuto un’attività fisica costante per tutta la vita hanno mostrato una funzione sistolica migliore rispetto ai loro pari sedentari dopo un infarto, avvalorando l’ipotesi che un allenamento fisico regolare può proteggere il cuore e ridurre gli effetti negativi post infarto miocardico.
L’esercizio fisico migliora la funzione del cuore attraverso vari meccanismi, tra cui l’aumento del flusso sanguigno coronarico, la riduzione dello stress ossidativo e l’incremento della produzione di ossido nitrico, che favorisce la vasodilatazione. Inoltre, l’allenamento fisico contribuisce a ridurre la necrosi e l’apoptosi delle cellule miocardiche, migliorando così la qualità della vita dei pazienti affetti da infarto miocardico. Questi effetti benefici suggeriscono che l’esercizio possa essere utilizzato come strategia terapeutica aggiuntiva per la prevenzione e la gestione dell’infarto miocardico e altre malattie cardiovascolari.

L’infiammazione e il ruolo dell’esercizio fisico

L’infiammazione cronica è legata a patologie come il diabete di tipo II, le malattie cardiovascolari e le malattie neurodegenerative. L’attività fisica regolare stimola il rilascio di miochine, una classe di proteine prodotte dai muscoli durante la contrazione, che hanno effetti benefici sul sistema immunitario. Tra le miochine, l’interleuchina-6 (IL-6) è particolarmente importante, essa viene prodotta durante l’esercizio fisico sia dalle fibre muscolari di tipo I che di tipo II e contribuisce a ridurre l’infiammazione cronica modulando il metabolismo dei grassi e migliorando la captazione del glucosio.
L’attività fisica regolare, come evidenziato nello studio condotto da Petersen AM e BK (2005), induce un ambiente antinfiammatorio sistemico, grazie all’aumento delle miochine che agiscono come mediatori tra i muscoli e altri organi. La riduzione dell’infiammazione è stata collegata anche a una diminuzione del rischio di sviluppare malattie come il diabete e le patologie cardiovascolari.
L’attività fisica, contribuisce inoltre alla riduzione della massa grassa viscerale, una delle principali fonti di infiammazione cronica. La massa grassa viscerale è particolarmente problematica perché si accumula attorno agli organi interni e rilascia sostanze pro-infiammatorie che aumentano il rischio di sviluppare malattie metaboliche e cardiovascolari.

Esercizio fisico e cancro

Il cancro è una delle principali cause di mortalità a livello mondiale, e l’attività fisica gioca un ruolo importante sia nella prevenzione sia nella gestione della malattia. Secondo il rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) del 2022, nel mondo si sono registrati circa 20 milioni di nuovi casi di cancro e 9,7 milioni di decessi correlati. Nonostante l’aumento dell’incidenza, cresce anche il numero di persone che sopravvivono alla malattia: si stima che 53,5 milioni di individui siano vivi entro cinque anni dalla diagnosi. Negli ultimi 13 anni, grazie a diagnosi precoci e terapie all’avanguardia, sono stati evitati oltre 268.000 decessi. Link
In particolare, l’esercizio fisico ha dimostrato di migliorare la qualità della vita anche nei pazienti oncologici in fase avanzata.

Effetti dell’esercizio fisico nei pazienti oncologici

Uno studio di Rodríguez-Cañamero et al. (2022) ha esaminato l’impatto dell’esercizio fisico nei pazienti affetti da cancro in fase avanzata, attraverso una revisione sistematica e una meta-analisi di 15 studi clinici randomizzati. I risultati hanno mostrato che l’esercizio fisico può migliorare la qualità della vita e ridurre i sintomi negativi nei pazienti oncologici avanzati. In particolare, l’attività fisica aiuta a migliorare la funzionalità fisica, riduce la fatica e promuove il benessere psicologico, anche nelle fasi avanzate della malattia. Questo supporta l’inclusione dell’esercizio fisico come componente del trattamento per migliorare la qualità della vita di questi pazienti. Gli interventi hanno incluso sia esercizi aerobici sia di resistenza, con la combinazione dei due che ha portato ai migliori risultati per quanto riguarda l’aumento della massa muscolare, la riduzione dell’ipotonia e il miglioramento generale della qualità della vita.
Un altro studio di Cavalheri e Granger (2020) si è concentrato sul cancro ai polmoni, dimostrando come l’integrazione dell’attività fisica nel trattamento dei pazienti con cancro polmonare, migliora significativamente la capacità funzionale, riduce la fatica e aumenta la qualità della vita. Gli esercizi di resistenza e aerobici, in particolare, aiutano i pazienti a mantenere la massa muscolare e a migliorare la tolleranza agli sforzi fisici, supportando così il recupero durante e dopo le terapie oncologiche.

Prevenzione e benefici protettivi

L’attività fisica non è solo utile nella gestione del cancro, ma agisce anche come strumento di prevenzione. È stato dimostrato che lo sport può ridurre il rischio di sviluppare alcuni tipi di tumore, come quello alla mammella, al colon e alla prostata, fino al 30-40%. I meccanismi alla base di questi benefici includono:

  • La riduzione della massa grassa;
  • La modulazione dei livelli di ormoni sessuali, come gli estrogeni;
  • L’aumento della sensibilità all’insulina;
  • La riduzione dello stato infiammatorio sistemico.

Uno studio condotto da Idorn e Thor Straten (2017) ha messo in luce il ruolo dell’attività fisica nell’aumentare l’infiltrazione delle cellule Natural Killer (NK) nei tumori. Queste cellule, essenziali per la sorveglianza immunitaria, sono in grado di riconoscere e distruggere le cellule tumorali. Inoltre, l’esercizio stimola la produzione di citochine antinfiammatorie, creando un ambiente sfavorevole alla crescita del tumore.

Fig. 1. L’impatto positivo dell’esercizio nella lotta contro il cancro.

Miglioramento della funzione immunitaria

Un recente studio di Schmidt et al. (2020) ha esaminato gli effetti di un protocollo di esercizio aerobico moderato su 150 partecipanti, tra pazienti oncologici e individui sani, per un periodo di 12 settimane. I risultati hanno mostrato un significativo miglioramento della funzione immunitaria, con un aumento dell’attività delle cellule NK e una maggiore produzione di citochine antinfiammatorie. Questo, ad ulteriore dimostrazione di come l’esercizio fisico può essere una strategia complementare efficace sia nella prevenzione sia nella gestione del cancro, migliorando la qualità della vita e la prognosi dei pazienti oncologici, favorendo il benessere fisico e psicologico. Integrare l’esercizio nel trattamento oncologico rappresenta una strategia innovativa e promettente per migliorare la gestione complessiva della malattia.

Esercizio fisico e fibromialgia

La fibromialgia è una sindrome reumatica caratterizzata da dolore diffuso e da una varietà di altri sintomi, tra cui stanchezza, ansia e depressione. Uno studio di Sosa-Reina et al. (2017) ha valutato l’efficacia dell’esercizio terapeutico nella gestione della fibromialgia attraverso una revisione sistematica e una meta-analisi di studi clinici randomizzati. I risultati indicano che l’esercizio fisico, in particolare gli esercizi aerobici e di resistenza, è efficace nel ridurre il dolore e migliorare il benessere generale delle persone affette da fibromialgia. Lo studio ha evidenziato che l’esercizio terapeutico riduce significativamente il dolore, migliora il benessere globale e riduce i sintomi di depressione, migliorando la qualità della vita sia a livello fisico che mentale.
Un altro studio di Couto et al. (2022) ha esaminato l’effetto di diversi tipi di esercizio fisico su soggetti con fibromialgia, includendo esercizi aerobici, di resistenza, di flessibilità e combinati. È emerso che l’esercizio aerobico e di resistenza, migliora significativamente la qualità della vita e riduce il dolore nelle persone con fibromialgia. In particolare, l’esercizio combinato (aerobico e di resistenza) ha mostrato i maggiori benefici, con una riduzione del dolore, un miglioramento della funzionalità fisica e una maggiore tolleranza all’esercizio. Inoltre, l’esercizio di flessibilità ha contribuito a migliorare la mobilità e la qualità del sonno (un aspetto fondamentale per la rigenerazione dell’organismo e il benessere mentale, particolarmente importante per chi soffre di fibromialgia). I risultati complessivi dello studio sottolineano l’importanza di un programma di esercizio fisico diversificato per affrontare i molteplici sintomi della malattia.

Esercizio fisico e malattie autoimmuni

Le malattie autoimmuni sono condizioni in cui il sistema immunitario attacca erroneamente i tessuti sani del corpo, causando infiammazione e danni. Alcuni esempi comuni di malattie autoimmuni sono l’artrite reumatoide, la sclerosi multipla, il lupus eritematoso sistemico e la malattia celiaca. L’esercizio fisico può avere un impatto positivo sulla gestione di queste malattie, aiutando a modulare la risposta immunitaria e a migliorare la qualità della vita.
Uno studio di Sharif et al. (2018) ha esplorato l’effetto dell’esercizio fisico sulle malattie autoimmuni, dimostrando che l’attività fisica moderata può ridurre l’infiammazione sistemica e migliorare la funzionalità fisica e mentale dei pazienti con malattie autoimmuni. Gli esercizi aerobici e di resistenza sono risultati efficaci nel ridurre la stanchezza cronica e migliorare il benessere generale dei pazienti, contribuendo anche a una migliore regolazione delle citochine pro-infiammatorie.

Esercizio fisico e infezioni

L’attività fisica moderata è associata a una maggiore resistenza alle infezioni, in particolare alle infezioni del tratto respiratorio superiore (URTI). Questo effetto è dovuto all’incremento della secrezione di IgA salivari, che rafforzano la prima linea di difesa del sistema immunitario contro i patogeni. Le IgA salivari rappresentano una delle principali barriere difensive delle mucose e sono essenziali per prevenire l’ingresso di agenti patogeni attraverso le vie respiratorie
Uno studio condotto da Nieman et al. (1994) ha mostrato che gli atleti che partecipano a maratone hanno un rischio significativamente maggiore di sviluppare URTI nelle settimane successive alla gara rispetto a individui che seguono un regime di attività fisica moderata. Questo fenomeno è noto come finestra di immunodepressioneLa “finestra di immunodepressione” o “finestra aperta” si riferisce a un periodo di tempo dopo un esercizio fisico intenso e prolungato, durante il quale il sistema immunitario subisce una temporanea depressione. In questo periodo, che può durare da alcune ore fino a giorni, il corpo è più vulnerabile alle infezioni, in particolare a quelle delle vie respiratorie superiori. Dopo l’esercizio intenso, si verifica una riduzione temporanea del numero e della funzionalità delle cellule immunitarie, come i linfociti e le cellule natural killer (NK), oltre a una diminuzione delle SIgA nelle mucose. Questo fenomeno crea una sorta di “finestra” durante la quale il corpo è meno capace di difendersi da agenti patogeni, rendendo l’individuo più suscettibile a infezioni., un periodo durante il quale il sistema immunitario è temporaneamente depresso dopo un esercizio fisico intenso e prolungato, rendendo l’organismo più vulnerabile alle infezioni.
D’altra parte, studi come quello di Walsh et al. (2011) suggeriscono che l’attività fisica moderata e regolare possa migliorare la funzione del sistema immunitario sia nei giovani che negli anziani, aumentando la concentrazione di cellule immunitarie circolanti e migliorando la risposta del sistema immunitario mucosale. L’incremento delle IgA salivari è stato associato a una riduzione dell’incidenza delle URTI, suggerendo che l’esercizio moderato possa essere un efficace strumento di prevenzione contro le infezioni respiratorie.Inoltre, è stato dimostrato che l’attività fisica può aumentare l’efficienza del sistema immunitario, migliorando la capacità del corpo di rispondere alle infezioni virali e batteriche. Tuttavia, è importante notare che un eccesso di esercizio fisico, specialmente senza un adeguato recupero, può portare a una riduzione delle difese immunitarie, rendendo l’organismo più suscettibile alle infezioni.

Conclusioni

L’attività fisica moderata e regolare rappresenta un potente alleato per il nostro sistema immunitario, offrendo una protezione efficace contro malattie croniche e infezioni. Grazie all’esercizio, il corpo beneficia di una modulazione dell’infiammazione, di un miglioramento nella funzionalità delle cellule Natural Killer (NK), di una maggiore secrezione di immunoglobuline A (IgA) e di un incremento nella produzione di citochine antinfiammatorie. Questi effetti contribuiscono a rafforzare le difese immunitarie e a ridurre il rischio di diverse patologie. Tuttavia, è importante mantenere un giusto equilibrio, ad esempio, per gli atleti di alto livello e chi pratica esercizio fisico intenso per periodi prolungati, esiste il rischio di indebolire il sistema immunitario. Questo può tradursi in un aumento della suscettibilità alle infezioni e in una riduzione della capacità del corpo di rispondere efficacemente agli agenti patogeni. Per comprendere appieno i meccanismi molecolari alla base di questi effetti, sono necessari ulteriori studi. Definire linee guida ottimali per l’esercizio sarà fondamentale per massimizzare i benefici per la salute, minimizzando al contempo i rischi.

Bibliografia

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