Benvenuti nella mia nuova sezione del blog dedicata alle Testimonianze, uno spazio in cui darò voce a storie vere di persone che hanno saputo trasformare una difficoltà in un’opportunità di crescita. Attraverso queste interviste, scopriremo come la forza di volontà, la passione e, in particolare, lo sport possano diventare strumenti preziosi per ritrovare speranza e nuove prospettive.
Inauguriamo questa sezione con la storia di Valeria che, nonostante la diagnosi di una malattia autoimmune, ha deciso di non arrendersi e ha ritrovato nello sport la sua “medicina” più potente. Spero che queste parole possano ispirare chiunque stia affrontando un momento di difficoltà, mostrando come la resilienza e il movimento possano davvero fare la differenza. Buona lettura!
Intervista a Valeria
D: Ciao Valeria e benvenuta! Per iniziare, vorrei che ci raccontassi come e quando lo sport è entrato nella tua vita.
R: Lo sport da sempre è stato presente nella mia vita. L’ho sempre praticato, parallelamente al mio lavoro di militare in un comparto operativo da oltre 20 anni. Anche professionalmente lo sport è stato determinante per la mia crescita e per i valori che mi ha insegnato.
D: Di recente hai affrontato una sfida molto difficile. Vuoi parlarcene?
R: Sì, ora mi trovo in una fase più delicata della mia vita. In età già matura mi hanno diagnosticato una rara malattia, l’epatite autoimmune: è causata dall’autoaggressione del sistema immunitario nei confronti del fegato. Provoca un’infiammazione cronica e progressiva dell’organo che, se non adeguatamente trattata, lo deteriora progressivamente. È stato un duro colpo. Mi è crollato il mondo addosso. Vivevo una vita piena, ma dopo la diagnosi mi sono sentita molto sola e depressa. Continuavo a pormi domande come: “Perché a me? Perché precludermi tutti i sogni e i miei traguardi?”
D: In quel momento immagino ti sia sentita abbattuta. C’è stato un punto di svolta, un istante in cui hai deciso di rialzarti e reagire?
R: Sì, ricordo bene quel giorno. Stavo guardando le mie scarpe da running, quelle che usavo spesso prima che accadesse tutto. Decisi di indossarle e di uscire a correre. In quel momento mi sono detta: “Voglio inseguire i miei sogni, realizzare i miei progetti.” E, arrivata alla fine della corsa, ho capito che tutta la spinta, la carica, l’energia che mi servivano per non mollare l’avevo ritrovata proprio grazie allo sport.
D: Quindi è stata la corsa a ridarti forza e speranza. Cosa significa per te fare attività sportiva adesso, dopo la diagnosi?
R: Significa tantissimo, perché è la mia “magia”. Il contatto con la natura, il piacere di respirare i suoi odori mentre corro, è impagabile. La mia situazione “diversa”, legata alla malattia, mi dà ancora più carica: lo sport è diventato un inseparabile compagno di vita che mi incoraggia. Conosce la mia storia, i repentini cambiamenti che il destino mi ha imposto, ed è proprio lo sport a darmi vigore, a spingermi a non arrendermi. Credo davvero che sia la mia medicina, il mio salvavita: onnipresente, discreto, elegante.
D: In che modo senti che lo sport ti sta aiutando a superare le sfide quotidiane e a valorizzarti come persona?
R: Lo sport mi sta dando l’opportunità di riscoprirmi più forte. Mi regala speranza di potercela fare, di raggiungere ogni ostacolo, compreso il più grande di tutti: la sopravvivenza in questa vita terrena, malgrado il destino non sia stato clemente. E grazie allo sport oggi sento la VITA.
D: Qual è il messaggio principale che vorresti trasmettere a chi sta vivendo qualcosa di simile?
R: Che non bisogna arrendersi. Io credevo di aver perso tutto, ma lo sport mi ha ricordato che c’è ancora tanto da vivere, da provare, da sentire. Lui mi attende ogni giorno, pronto a tendermi la mano e a tirarmi fuori dal buio. È un compagno che non mi giudica, ma mi sprona a combattere. Per questo dico: “Grazie amico sport, grazie per la continua speranza.”
Conclusione:
La storia di Valeria ci mostra come la forza di volontà e la passione per lo sport possano trasformarsi in un’ancora di salvezza in un momento di sconforto. Grazie alle sue parole, possiamo capire quanto sia importante non arrendersi e cercare dentro di noi, o in ciò che amiamo, l’energia per affrontare le avversità.
