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L’impatto dell’esercizio fisico sul sistema immunitario durante l’invecchiamento

L’invecchiamento è un processo naturale e inevitabile, ma la sua progressione può essere modulata grazie alle scelte quotidiane. Tra le abitudini più efficaci, l’attività fisica si rivela un alleato fondamentale. Numerosi studi dimostrano che l’esercizio fisico agisce sia a livello cellulare che immunitario, migliorando la salute cardiovascolare e muscolare, e potenziando la capacità del corpo di difendersi dalle malattie.
Con l’aumento dell’aspettativa di vita in società come Europa, Stati Uniti e Giappone, è essenziale garantire una qualità di vita migliore, caratterizzata da uno stile di vita sano e attivo. L’avanzare dell’età comporta cambiamenti molecolari, cellulari e psicologici che possono portare a fragilità e ridotta capacità di adattamento. L’attività fisica previene il declino funzionale, preserva le riserve fisiche e migliora la salute mentale, riducendo lo stress, migliorando l’umore e favorendo un sonno di qualità.

Il Processo di Invecchiamento Cellulare e l’Importanza dei Telomeri

L’invecchiamento cellulare è un fenomeno complesso, influenzato da vari fattori tra cui l’accorciamento dei telomeri, piccole strutture che proteggono le estremità dei cromosomi. Ogni volta che una cellula si divide, i telomeri si accorciano, e questo fenomeno è strettamente correlato al progredire dell’età. Questo accorciamento rappresenta un vero e proprio “contatore biologico” che influisce sulla durata di vita delle cellule. Fattori genetici, ambientali e di stile di vita, come l’attività fisica, possono influire su questo processo. L’esercizio fisico regolare ha dimostrato di rallentare l’accorciamento dei telomeri, promuovendo la longevità cellulare.
Un altro fattore legato all’invecchiamento è l’immunosenescenza, un processo che comporta uno squilibrio tra meccanismi infiammatori e anti-infiammatori, portando a uno stato di infiammazione cronica noto come “inflammagingLa parola “inflammaging” deriva dalla combinazione delle parole inglesi “inflammation” (infiammazione) e “aging” (invecchiamento). Indica uno stato di infiammazione cronica di basso grado che si sviluppa con l’invecchiamento, influenzando negativamente la salute e contribuendo a varie malattie legate all’età.“. Questo stato cronico è esacerbato dalla continua “stimolazione antigenicasi riferisce al processo attraverso cui il sistema immunitario viene attivato a causa dell’esposizione a antigeni, cioè sostanze che il corpo riconosce come estranee, come batteri, virus o altre particelle” e dallo”stress ossidativo si riferisce a una condizione in cui c’è uno squilibrio tra la produzione di radicali liberi e la capacità del corpo di neutralizzarli attraverso antiossidanti“, che portano all’accumulo di cellule immunitarie della memoria e alla riduzione dell’efficacia del sistema immunitario nel rispondere a nuove infezioni (Liang et al., 2022). L’attività fisica contribuisce a contrastare questi effetti grazie all’aumento dell’enzima telomerasi, che ripara e allunga i telomeri. Sport come la corsa, il nuoto e l’allenamento funzionale hanno dimostrato di promuovere la longevità cellulare e ridurre il rischio di malattie croniche legate all’età, aumentando la capacità antiossidante del corpo e riducendo lo stato infiammatorio cronico.
Secondo lo studio di Nieman e Wentz (2019), l’esercizio moderato stimola le cellule immunitarie come i linfociti T e le cellule NK, aumentando temporaneamente la capacità del sistema immunitario di rispondere alle infezioni, con un incremento del numero di cellule NK nel sangue del 50-100%. L’immunosenescenza, riduce l’efficacia della risposta immunitaria e aumenta il rischio di infezioni e malattie croniche. L’esercizio regolare, contrasta questo processo mantenendo attive le cellule NK, stimolando i linfociti T e riducendo le citochine pro-infiammatorie come l’IL-6 e il TNF-α. Inoltre, preserva la diversità delle cellule immunitarie e riduce l’infiammazione cronica (inflammaging), favorendo un sistema immunitario giovane ed efficiente.
L’attività fisica regolare può anche supportare la rigenerazione delle cellule staminali ematopoietiche (HSC)le cellule staminali ematopoietiche (HSC) non hanno ancora un compito specifico perché sono “indifferenziate” e possono trasformarsi in diversi tipi di cellule del sangue inclusi globuli rossi, globuli bianchi e piastrine, in base alle necessità dell’organismo, le quali sono responsabili della produzione di cellule immunitarie. Questo contribuisce a migliorare la capacità del corpo di difendersi dalle infezioni, aumentando così la resilienza dell’organismo.

Lo Sport come Modulatore del Sistema Immunitario

L’immunosenescenza si distingue da altri tipi di declino immunitario poiché è caratterizzata da un accumulo di cellule T senescenti e da una riduzione delle “cellule immunitarie naive sono cellule del sistema immunitario, in particolare linfociti T e B, che non sono ancora entrate in contatto con il loro antigene specifico. Sono considerate “inesperte” perché non hanno ancora incontrato e riconosciuto un patogeno, e sono pronte a rispondere a nuove infezioni.“, mentre altri declini possono essere causati da fattori temporanei come stress o malnutrizione.
Uno studio di Turner & Brumdel del 2017, pubblicato su ‘Oxidative Medicine and Cellular Longevity’ (Turner & Brum, 2017) ha evidenziato che l’esercizio aerobico regolare potrebbe contrastare l’immunosenescenza, contribuendo alla riduzione del rischio di sviluppo di patologie oncologiche e al successo dei trattamenti contro il cancro eventi molto frequenti con l’avanzare dell’età. Inoltre, durante l’attività fisica vengono rilasciate endorfine, che aiutano a ridurre lo stress, un altro fattore che indebolisce il sistema immunitario.
L’attività fisica moderata, come camminate a ritmo sostenuto, esercizi aerobici e sessioni di resistenza, stimola la produzione di cellule immunitarie, migliorando la capacità del corpo di difendersi dai patogeni. Gli anziani che praticano regolarmente attività fisica mostrano una maggiore attività delle cellule immunitarie, come linfociti T e cellule Natural Killer, rispetto ai loro coetanei sedentari. Lo studio, ha inoltre evidenziato come l’attività fisica aerobica promuove la sorveglianza immunitaria e la risposta adattativa, prevenendo l’accumulo di cellule T senescenti e migliorando la funzione immunitaria generale, un effetto particolarmente utile per contrastare l’invecchiamento del sistema immunitario. Anche attività leggere, come il giardinaggio o il ballo, possono fornire benefici significativi, rendendo l’attività fisica accessibile a tutte le età.

Sarcopenia, Inflammaging e Attività Fisica

La sarcopenia è definita come una sindrome caratterizzata dalla perdita progressiva e generalizzata di massa e forza muscolare, con il conseguente aumento del rischio di eventi avversi quali fragilità e mortalità. Secondo lo studio di Cruz-Jentoft et al., 2019, la massa e la forza muscolare variano nel corso della vita: aumentano generalmente durante l’infanzia e la giovane età adulta, si mantengono nella mezza età e diminuiscono con l’invecchiamento. Durante la giovane età adulta (fino a circa 40 anni), la massa e la forza muscolare raggiungono i livelli massimi, che sono generalmente più elevati negli uomini rispetto alle donne (Figura 1). Oltre i 50 anni, si registra una perdita della massa muscolare delle gambe compresa tra l’1 e il 2% all’anno, e una riduzione della forza muscolare che varia dall’1,5 al 5% per anno.

Figura 1. Curve centiliche trasversali per la forza della presa.

Questo declino progressivo può portare a un aumento significativo dei ricoveri ospedalieri e dei relativi costi sanitari. La sarcopenia è strettamente legata al processo di inflammaging, una condizione di infiammazione cronica a basso grado che accompagna l’invecchiamento. Questo stato infiammatorio è amplificato da vari fattori, tra cui la senescenza cellulare, l’immunosenescenza e le alterazioni metaboliche. Le citochine proinfiammatorie, come il TNF-α e l’IL-6, contribuiscono direttamente alla degradazione del tessuto muscolare, aggravando la perdita di massa e forza muscolare. Numerosi studi hanno dimostrato che l’esercizio fisico è uno degli strumenti più efficaci per contrastare la sarcopenia. In particolare, l’allenamento di resistenza e l’esercizio aerobico si sono rivelati utili per ridurre l’infiammazione sistemica e migliorare la funzione muscolare. L’attività fisica regolare, insieme alla terapia nutrizionale, può quindi rappresentare un’arma fondamentale per rompere il circolo vizioso tra inflammaging e sarcopenia e promuovere un invecchiamento più sano.

L’Esercizio come Contrasto allo Stress Ossidativo

Lo stress ossidativo, causato dall’accumulo di radicali liberi, rappresenta un ulteriore nemico delle cellule durante il processo di invecchiamento. I radicali liberi danneggiano DNA, proteine e membrane cellulari, accelerando il declino biologico. L’attività fisica regolare può incrementare l’efficienza dei sistemi antiossidanti del corpo, ad esempio aumentando la produzione di enzimi antiossidanti come la superossido dismutasi (SOD), riducendo così i danni provocati dai radicali liberi.
Le forme reattive dell’ossigeno (ROS)si formano principalmente come sottoprodotto del metabolismo cellulare, in particolare nei mitocondri durante la produzione di energia (ATP). Possono anche derivare da esposizione a radiazioni, inquinanti, o durante le risposte infiammatorie, prodotte durante il metabolismo cellularesi riferisce all’insieme delle reazioni chimiche che avvengono all’interno delle cellule per produrre energia e sostenere tutte le funzioni vitali. È il processo attraverso cui le cellule trasformano nutrienti in energia (ATP), che è essenziale per mantenere la loro attività e struttura, sono tra le principali cause del danno cellulare durante l’invecchiamento. L’esercizio fisico, se svolto con regolarità e moderazione, aumenta l’efficacia dei meccanismi di difesa, contribuendo a ridurre gli effetti nocivi delle ROS. La proteina p53, un regolatore chiave della risposta cellulare ai danni, svolge un ruolo fondamentale nella riparazione del DNA e nell’induzione dell’apoptosiprocesso di morte cellulare programmata, fondamentale per mantenere l’equilibrio e la salute dei tessuti quando i danni sono irreparabili. L’attività fisica è in grado di mantenere l’equilibrio della p53, contribuendo a prevenire lo sviluppo di cellule tumorali e a rallentare l’invecchiamento. Oltre a ridurre lo stress ossidativo, l’esercizio migliora la capacità del corpo di rigenerare i tessuti danneggiati, grazie all’aumento del flusso sanguigno e della disponibilità di nutrienti alle cellule.

Pratica Sportiva e Rigenerazione del Sistema Immunitario

Uno degli aspetti più interessanti dell’attività fisica è la sua capacità di stimolare la rigenerazione del sistema immunitario. Studi recenti hanno dimostrato che l’esercizio fisico favorisce la produzione di nuove cellule immunitarie, migliorando la capacità del corpo di rispondere agli agenti patogeni. Questo è particolarmente importante negli anziani, il cui sistema immunitario tende a indebolirsi con l’età. L’attività fisica contribuisce inoltre a mantenere un equilibrio tra le varie componenti del sistema immunitario, prevenendo risposte immunitarie eccessive o insufficienti. Questo equilibrio è cruciale per la prevenzione di malattie infettive e per ridurre il rischio di patologie autoimmuni e infiammatorie. L’invecchiamento del sistema immunitario comporta una ridotta capacità diespansione clonalesi riferisce al processo mediante il quale alcune cellule del sistema immunitario, come i linfociti T, si moltiplicano rapidamente in risposta alla presenza di un antigene specifico. Questo processo è cruciale per rafforzare la risposta immunitaria e permettere al corpo di combattere efficacemente le infezioni o altri patogeni delle cellule T e una risposta meno efficace agli antigeni. L’attività fisica può mitigare questi effetti, aiutando a mantenere una popolazione di cellule immunitarie “naive” e riducendo la probabilità di sviluppare patologie legate all’età. Gli esercizi di resistenza, in particolare, sembrano avere effetti positivi sulla rigenerazione delle cellule del sistema immunitario, migliorando la risposta agli stimoli esterni e alle infezioni.

Invecchiamento ed Esercizio Fisico: Evidenze Scientifiche

Studi sugli Animali

Studi condotti su modelli animali hanno dimostrato che l’esercizio fisico acuto promuove una stimolazione significativa della citotossicità mediata da anticorpi esclusivamente negli animali anziani, mentre non si osservano differenze nell’attività delle cellule Natural Killer (NK) tra animali giovani e anziani. Nei ratti anziani, tuttavia, è stata documentata una ridotta risposta anticorpale rispetto agli animali giovani, accompagnata da una diminuzione della proliferazione dei linfociti e della sintesi di IL-2, sia negli animali allenati che non allenati. Inoltre, mentre nei soggetti giovani l’allenamento fisico riduce significativamente la proliferazione cellulare e la produzione di IL-2, negli animali anziani la risposta proliferativa e la sintesi di IL-2 tendono ad aumentare rispetto ai controlli non allenati. L’attività delle cellule NK subisce una riduzione marcata con l’età, e l’allenamento fisico non modifica tale risposta. Durante l’esercizio acuto, negli animali anziani si osserva una mobilitazione di cellule immunocompetenti nella circolazione, suggerendo che la capacità del sistema immunitario di rispondere a un singolo episodio di esercizio sia mantenuta anche in questa fascia di età, sebbene siano disponibili limitate informazioni riguardo la funzione e il fenotipo delle cellule mobilitate rispetto ai soggetti giovani.

Studi sull’Uomo

Studi sugli anziani hanno dimostrato che l’esercizio fisico regolare, come la camminata, contribuisce a mantenere una funzione immunitaria efficiente, migliorando la capacità di difesa contro le infezioni. Gli anziani attivi mostrano una maggiore attività delle cellule immunitarie rispetto ai loro coetanei sedentari, dimostrando l’importanza dell’allenamento costante. Studi longitudinali hanno inoltre evidenziato che le persone anziane che mantengono un’attività fisica regolare presentano livelli inferiori di marcatori infiammatori e una migliore qualità della vita. Sebbene l’esercizio non possa completamente invertire il declino del sistema immunitario, può certamente rallentarlo, migliorando la risposta immunitaria e favorendo un invecchiamento più sano.

Suggerimenti Pratici e Benefici Psicologici dell’Attività Fisica negli Anziani

Oltre ai benefici fisici, è fondamentale considerare le problematiche psicologiche che frequentemente emergono nella popolazione anziana. La paura di cadere rappresenta una delle preoccupazioni principali, poiché gli individui anziani tendono a essere più fragili e insicuri nei movimenti, con conseguente riduzione della mobilità e dell’autonomia. Tale fragilità psicologica può essere ulteriormente aggravata dalla solitudine, una condizione comune tra gli anziani, che esercita un impatto negativo significativo sul benessere mentale e aumenta il rischio di sviluppare sintomi depressivi.
L’attività fisica rappresenta un intervento efficace per mitigare tali problematiche. La pratica sportiva offre l’opportunità di migliorare l’equilibrio e la sicurezza nei movimenti, riducendo il rischio di cadute e incrementando la fiducia in se stessi. Inoltre, l’esercizio fisico contribuisce a contrastare la solitudine, promuovendo l’integrazione sociale e favorendo il senso di appartenenza. Partecipare ad attività di gruppo, quali passeggiate organizzate o lezioni di ginnastica dolce, facilita la socializzazione e migliora l’umore, riducendo lo stress e il rischio di sviluppare disturbi psicologici legati all’isolamento. In tal modo, l’attività fisica non solo sostiene il mantenimento della salute fisica, ma riveste anche un ruolo cruciale nella promozione del benessere mentale, migliorando complessivamente la qualità della vita degli anziani.

Fig.2

Per iniziare, bastano 20-30 minuti di camminata quotidiana per ottenere i primi benefici. Coinvolgere amici e familiari può rendere l’attività più piacevole e motivante.
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Bibliografia

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  • De Masi, C. (2024). Invecchiamento, sistema immunitario ed esercizio. Università Pegaso.
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Immagini

  • [Fig.1]: Dodds, R. M., Syddall, H. E., Cooper, R., Benzeval, M., Deary, I. J., Dennison, E. M., Der, G., Gale, C. R., Inskip, H. M., Jagger, C., Kirkwood, T. B., Lawlor, D. A., Robinson, S. M., Starr, J. M., Steptoe, A., Tilling, K., Kuh, D., Cooper, C., & Sayer, A. A. (2014). Grip strength across the life course: normative data from twelve British studies. PloS one, 9(12), e113637. https://doi.org/10.1371/journal.pone.0113637
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